
Mentre il Gran Kan e Marco Polo stanno giocando a scacchi, il viaggiatore veneziano si rivolge al sovrano:
“La tua scacchiera, Sire, è un intarsio di due legni: ebano e acero. Il tassello sul quale si fissa il tuo sguardo illuminato fu tagliato in uno strato del tronco che crebbe in un anno di siccità: vedi come si dispongono le fibre? Qui si scorge un nodo appena accennato: una gemma tentò di spuntare in un giorno di primavera precoce, ma la brina della notte la obbligò a desistere – Il Gran Kan non s’era fin’allora reso conto che lo straniero sapesse esprimersi fluentemente nella sua lingua, ma non era questo a stupirlo. – Ecco un poro più grosso: forse è stato il nido di una larva; non d’un tarlo, perché appena nato avrebbe continuato a scavare, ma d’un bruco che rosicchiò le foglie e fu la causa per cui l’albero fu scelto per essere abbattuto… Questo margine fu inciso dall’ebanista con la sgorbia perché aderisse al quadrato vicino, più sporgente…
La quantità di cose che si potevano leggere in un pezzetto di legno liscio e vuoto sommergeva Kublai; già Polo era venuto a parlare dei boschi d’ebano, delle zattere di tronchi che discendono i fiumi, degli approdi, delle donne alle finestre…”
Tratto da Italo Calvino: Lezioni americane, Garzanti 1988 pag. 70.
Con una magnifica e suggestiva sintesi Calvino, da Maestro, esprime il potere evocativo di un dettaglio, di una piccola imperfezione, delle storie che una materia naturale e il lavoro di un artigiano può suscitare in una immaginazione attenta e in una mente aperta a cogliere la connessione (poetica, in Marco Polo-Calvino) tra tutte le cose.
Personalmente provo grande piacere (e un certo divertimento) a citare questo brano delle Lezioni americane, laddove in realtà Calvino cita un passaggio del suo stesso romanzo – Le città invisibili – nel quale finge di citare il Milione di Marco Polo.
Questo gioco di specchi e di finzioni, tutto immaginario, mi induce tuttavia emozioni vere e mi rende Italo Calvino vicino, e amico, nella mia ricerca di significato nelle “im-perfezioni”.